Dialogo con Antonella Aloi
Parlaci di te, della tua esperienza, dei tuoi sogni e realizzazioni (anche 15 righe)
Ho sempre amato scrivere, credevo di voler fare la giornalista. Invece col tempo ho compreso di voler scrivere e in più parlare, ascoltare, stare con quel che c’è anche se non sempre lo comprendo. Così, l’amore per la psicologia sbocciato tra i banchi di scuola è uscito allo scoperto e si è trasformato in una relazione stabile. Una passione per le storie degli esseri umani che si è concretizzata in due lauree, diversi corsi di approfondimento e una specializzazione tuttora in corso.
Tuttavia le esperienze di vita, più di ogni cosa, hanno contribuito a plasmarmi e a individuare il mio più grande scopo: ascoltarmi, ascoltare, trasformare il dolore e le gioie in esperienze di apprendimento, laddove possibile. Finora ho organizzato e condotto corsi di formazione e conferenze, ascoltato individui e gruppi, scritto libri e articoli. Continuo a farlo e mi rende felice. Ho un marito, un figlio, amici cari. Mi godo le gioie e attraverso le tempeste. Anche questo mi rende felice, perché è la vita che ho scelto.
Di che cosa ti occupi?
Di psicologia e psicoterapia (quest’ultima al momento sotto stretta supervisione). Sto imparando molto dal tirocinio in psico-oncologia presso l’associazione “Moby Dick”, che offre supporto psicologico a chi attraversa l’esperienza del cancro e ai loro familiari. Sostengo inoltre i genitori di bambini e adolescenti, soprattutto in presenza di una disabilità. Da diverso tempo mi sto interessando alle tematiche del lutto e della crescita post-traumatica. E poi leggo e scrivo, moltissimo. Ovunque e quando posso.
Quali possibilità offrono le metodologie che utilizzi?
L’approccio di fondo che guida il mio lavoro è umanistico-esistenziale, in base al quale, fatti salvi importanti deficit cognitivi, ciascuno di noi è in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e prendere potere rispetto a quel che pensa, sente e fa. Anche di fronte alle diversità che non dipendono da noi, possiamo scegliere in che modo esserci. Questo, in genere, aiuta chi ho di fronte a ritrovarsi e recuperare in sé le risorse per superare momenti difficili, trovando modi funzionali per relazionarsi con sé e con gli altri.
Che cos'è l'anima per te?
La psyché, il soffio vitale. Qualcosa che non vedo con gli occhi ma c’è e si manifesta in modi che non lasciano spazio al giudizio o alle categorie di bene/male. È qualcosa che unisce la mia parte invisibile alla parte invisibile del mondo. L’Anima, come costrutto junghiano, è un’altra cosa.
Quali sono i problemi del mondo contemporaneo secondo te?
Le guerre, l’avidità, la fretta. Il troppo di tutto. Le parole altisonanti che nascondono la disattenzione per le cose piccole, concrete. La tecnocrazia che mi permette di scrivere ma rischia di dimenticarsi della mia parte umana.
Quali le soluzioni possibili?
Ritrovare un senso di comunità. Saper accettare i conflitti come parte del nostro essere diversi. Accogliere e includere nella sostanza, non solo a parole. Il gusto per l’arte e le cose belle. Saper ridere, è un’arte che a volte va appresa. Imparare che il male e il bene non sono sempre in contrasto, non lo sono quasi mai.
Antonella Aloi è psicologa, specializzanda in Psicoterapia Analitico-Transazionale ad approccio integrato, già laureata in Scienze della Comunicazione.