Dialogo con Valeria Menozzi

Valeria Menozzi

Parlaci di te, della tua esperienza, dei tuoi sogni e realizzazioni

Sono cresciuta in una famiglia amante della storia e dei viaggi, avulsa da dogmi e vincoli spirituali. Questa educazione mi ha portata a sviluppare un’indole pagana e una curiosità smodata per tutto ciò che era antico, esotico ed esoterico. Mentre lavoravo nella bottega antiquaria di famiglia (di cui parlo nel romanzo I Delitti della rua Frati), mi sono iscritta alla facoltà di Storia Orientale per rispondere alla necessità di capire l’origine delle credenze e delle vicende umane. È stata un’esperienza basilare, tornassi indietro lo rifarei. Il 16 febbraio di quest’anno ho compiuto cinquant’anni, età che considero catartica e liminale. Non so se arriverò al secolo, chissà, magari, in ogni caso percepisco il cinquantesimo come la metà della mia esistenza terrena. Posso dire, dopo prese di coscienza più o meno dolorose, faticose salite e rovinose cadute, cocenti sconfitte e traguardi duramente raggiunti, di sentirmi finalmente completa, tonda come una luna piena. Ringrazio il destino per aver posto sul mio cammino un grande amore e, per quanto non rientrasse nei miei programmi, di avermi resa madre di due meravigliosi esseri umani. Ringrazio gli dei per avermi concesso una casa-tempio sotto il cui tetto vivere e sognare, e per aver fatto sì che alcuni miei libri venissero pubblicati così da lasciare qualcosa di me alle generazioni future. Spero di poter studiare e scrivere sino a che ne avrò le capacità fisiche e mentali e di aprire, nell’isola in cui vivo, un luogo di ristoro in cui chi viene in vacanza possa rigenerarsi nel corpo e nello spirito. Come dicono le streghe per suggellare un incanto: così piaccia, così sia.

 

Di che cosa ti occupi?

Dopo essermi occupata per svariati anni di antiquariato e di restauro a Modena, la mia città natale, mi sono trasferita in Sardegna con la mia famiglia e ho deciso di dedicarmi concretamente alla ricerca spirituale. Nell’isola, terra per certi versi ancora incontaminata dal punto di vista energetico, ho cominciato a scrivere, a praticare diverse forme di divinazione - Tarocchi, Geomanzia, Radioestesia - e a creare amuleti e talismani. In seguito alla morte di mio padre sono diventata caregiver a tempo pieno di mia madre malata, attività che ritengo mio dharma e karma, dovere e destino, al tempo stesso.

 

Quali possibilità offrono le metodologie che utilizzi?

Non è un caso se magia e divinazione vengono chiamate arti - arti magiche e divinatorie appunto - e come tali richiedono una certa dose di talento innato, ma soprattutto dedizione, studio, affinamento delle tecniche, continua pratica. Come il disegno o la scultura, la danza o il canto, penso che anche queste discipline apportino immensi benefici sia a chi le pratica che a chi ne usufruisce. Chi crea un’opera d’arte dona una parte della sua anima, chi la riceve abbellisce, arricchisce e risana un ramo della propria esistenza. Le pratiche esoteriche in generale permettono di creare una sinergia tra conscio e inconscio, razionale e irrazionale, consentono il dialogo e l’interazione tra le componenti fondamentali del nostro essere.

 

Che cos’è l’anima per te?

Mi piace pensare all’Universo come a una sconfinata e fittissima tela energetica di cui ogni ricamo è una forma di esistenza, sia essa stella o pianeta, pianta o roccia, animale o essere umano. Ognuno pulsa a un diverso livello vibrazionale, ciascun filamento è un’anima o psiche, che dir si voglia. Talora i fili si tendono, si intrecciano, s’intersecano in complessi ghirigori, talaltra si allentano, si spezzano, generano buchi e vuoti. Così sono le nostre esistenze: nasciamo, viviamo, ci incontriamo, ci allontaniamo, moriamo. Eternamente ci trasformiamo. Ciclicamente rinasciamo in forme di esistenza diverse, a livelli di consapevolezza diversi, ma sempre essendo fili della grande trama. Nell’Anima del Mondo siamo tutti interconnessi, di essa siamo tutti parte costituente, in continua evoluzione.

 

Quali sono i problemi del mondo contemporaneo secondo te? Quali le soluzioni possibili?

I principali demoni che affliggono l’umanità, oggi come ieri, penso siano egoismo, ignoranza e crudeltà. L’ipertrofia dell’ego porta all’ossessione del possesso, alla necessità bulimica di fagocitare senza freni, invadere confini fisici e morali a discapito del prossimo e del Pianeta. L’insipienza intellettuale e spirituale genera timore per ciò che non si comprende, con conseguente giudizio e disprezzo nei confronti di ciò che è percepito come altro da sé. Ne consegue l’assenza di rispetto, l’insensibilità nei confronti del sentire altrui, la spietatezza che deturpa, violenta, annichilisce. 

 

Quali le soluzioni possibili?

L’unica soluzione per sconfiggere i demoni del genere umano potrebbe essere, a mio parere, una presa di coscienza a livello globale, un risveglio spirituale collettivo, un vero e proprio salto evolutivo che porti alla consapevolezza di appartenere tutti a un unico grande ordito. Alcuni ce l’hanno già questa consapevolezza, altri sono ancora lontani anni luce. Spetta ai primi risvegliare i secondi e spetta soprattutto alle nuove generazioni progredire interiormente e apportare radicali cambiamenti esteriori. C’è ancora tanta strada da fare, la storia antica e attuale lo dimostra.

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Valeria
Menozzi

Cresciuta in una famiglia di antiquari, Valeria sviluppa sin da piccola una propensione per tutto ciò che è misterioso e inusuale. Ciò la porta a scegliere, come percorso di studi, la facoltà di Storia Orientale che le permette di approfondire la conoscenza delle religioni antiche e delle lingue semitiche.